sabato 8 gennaio 2011

Dal Salmo 28 (29) Date al Signore figli di Dio

 

SALMO 29
29 (28) Inno al Signore della bufera
1 Salmo. Di Davide.
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
2 Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore in santi ornamenti.
3 Il Signore tuona sulle acque,
il Dio della gloria scatena il tuono,
il Signore, sull’immensità delle acque.
4 Il Signore tuona con forza,
tuona il Signore con potenza.
5 Il tuono del Signore schianta i cedri,
il Signore schianta i cedri del Libano.
6 Fa balzare come un vitello il Libano
e il Sirion come un giovane bufalo.
7 Il tuono saetta fiamme di fuoco,
8 il tuono scuote la steppa,
il Signore scuote il deserto di Kades.
9 Il tuono fa partorire le cerve
e spoglia le foreste.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
10 Il Signore è assiso sulla tempesta,
il Signore siede re per sempre.
11 Il Signore darà forza al suo popolo
benedirà il suo popolo con la pace.
È forse il salmo più antico derivato dal repertorio liturgico e poetico delle popolazioni cananee che abitavano la Palestina prima di Israele. È un inno al tuono, voce di Jahweh. Lo spettacolo impressionante della tempesta ravviva la convinzione della potenza irresistibile di Dio e del suo intervento a favore del suo popolo. Il salmo ci presenta Jahweh che siede in trono e accorda la sua benedizione di pace.
Commento dei padri della Chiesa
v. 3 "La voce del Signore si è fatta udire al Giordano: "Questi è il Figlio mio prediletto" (Mt 3,17) e ancora quando ha detto: Andate e battezzate tutte le genti (Mt 28,19) per l’adozione a figli" (Basilio).
"Voce del Signore sulle acque": alla creazione, al momento del diluvio e poi al Mar Rosso" (Eusebio).
v. 9 "Nel suo tempio tutti dicono: "Gloria!" annuncia la chiamata universale di tutti" (Eusebio).
v. 11 "Il Signore benedirà il suo popolo con la pace". "Venite benedetti dal Padre mio" (Mt 25,34). Il Cristo è la nostra pace (Ef 2,14)" (Girolamo).


Commento supplementare
vv. 1-2. Come usuale negli inni (cf. Sal 33,1-2; Dt 32,1-2), l’introduzione è costituita da un invito, rivolto alla corte celeste, a celebrare la gloria di Dio. Il “nome” designa nella Bibbia ciò che è di più proprio a colui che lo porta. La rivelazione da parte di Dio del suo nome sul Sinai fu la grande rivelazione che Dio fece di sé al popolo eletto (cf. Es 3,14-15); ora la gloria di tale nome è oggetto della fede e del culto d’Israele.
vv. 3-9. In questi versetti si evoca sette volte la voce di Dio. Nell’immaginazione orientale, sia a Babilonia che a Ugarit e a El Amarna, il tuono è la voce potente di Dio (cf. anche Sal 18,14; Is 30,30; Gb 37,4-5).
vv. 10-11. Il salmo termina con una duplice conclusione: la proclamazione della regalità celeste ed eterna di Dio (v. 10) e l’augurio di forza e di pace per il popolo eletto (v. 11). 

Fonte: Padrelinopedron