Il canto di oggi è una polifonia di difficoltà bassa, con il ritornello in cui tutte le voci cantano il testo e le strofe a turno. È molto adatto come canto in introito per la messa.
La versione del video è a tre voci, secondo questo spartito ↓
Gli oltre cento graduali del repertorio liturgico sono per la quasi totalità in modo autentico e prevalentemente in V modo (così i tre precedenti). Un gruppo a parte sono i cosiddetti 'tipo Justus ut palmas' che sono stati classificati in II modo (plagale), ma terminano in la. Di fatto si tratta sempre di un V modo (con regolare repercussio sul do) la cui ultima nota si colloca una terza sopra la finalis (cioè la al posto di fa). Un esempio di questo gruppo è il graduale Haec dies che si canta per tutta l'ottava di Pasqua con la sola sostituzione del testo del versetto (lasciando però la musica sostanzialmente immutata). Il testo del responsum è tratto dal salmo 117:24.
Il GRADUALE è il canto che segue la prima lettura biblica della messa quale 'risposta' di adesione alla parola di Dio.
È infatti detto responsorium graduale, dove 'graduale' rimanda al luogo in cui il cantor intonava il versetto: i gradini per accedere all'ambone (il pulpito in cui si recita la lettura).
È strutturato in responsum - versetto - responsum e in genere trae il testo dal salterio.
È fra i canti più ornati e melismatici della messa (da qui il nome all'intero libro che raccoglie tutti i canti della messa). Usa un ambitus piuttosto ampio e in genere il versetto è in posizione più acuta del responsum.
Graduale della Domenica delle Palme
Baroffio giudica questo graduale «tra i capolavori del canto gregoriano per la stretta aderenza tra testo e musica, vissuta con estrema libertà benché mirata a rendere tutti i colori dei sentimenti che toccano gli estremi, dalla morte di Cristo alla sua esaltazione».
Si canta la domenica delle Palme e recita:
Christus factus est pro nobis obediens usque ad mortem, mortem autem crucis.
V: Propter quod et Deus exaltavit illum et dedit illi nomen super omne nomen.
[Christus factus est pro nobis obediens usque ad mortem, mortem autem crucis.]